Storia e curiosità sul movimento politico Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli

Era il novembre 2009 quando Francesco Rutelli decise di dare inizio ad Alleanza per l’Italia (ApI), partito italiano che venne fondato dal leader della Margherita e da Bruno Tabacci, oltre ad altri esponenti della società civile. Un anno prima Rutelli aveva criticato il Partito Democratico e le scelte che lo caratterizzavano in modo eccessivo come un partito di sinistra. I malumori all’interno del PD, hanno portato Rutelli a pubblicare un libro “La svolta. Lettera a un partito mai nato”, dove aveva esposto pubblicamente tutto ciò che non amava del partito. Tra i punti toccati non mancavano i riferimenti al collateralismo con la CGIL, oltre all’assenza del pluralismo politico all’interno del partito.

Come è nato il movimento Alleanza per l’Italia

Nel mese di ottobre del 2009 è stato pubblicato il Manifesto per il Cambiamento e il Buongoverno, puntando così a fondare un movimento politico che seguisse i modello del Kadima israeliano. Dopo aver abbandonato rispettivamente PD e Unione di Centro, Rutelli e Tabacci hanno avuto modo di celebrare Alleanza per l’Italia con una prima assemblea che si è tenuta a Parma nel dicembre del 2009. Il simbolo del movimento scelto erano due api tricolore pronte a volare attorno a un fiore di colore arancione.

L’ideologia del partito seguiva un modello federale, collocandosi così al centro dello schieramento, così da unire popolari, liberali e riformisti. Tra le tante iniziative e pensieri mostrati non sono mancati i sentimenti ecologisti.

Per le Regionali del 2010 il direttivo di Alleanza per l’Italia decise poi di presentarsi, con proprio simbolo, nelle seguenti regioni: Calabria, Basilicata, Marche e Campania. Totalizza complessivamente 135.190 voti con l’elezione di un consigliere per la Campania, la Basilicata e le Marche. Da quel momento il movimento inizia a ottenere buone risposte: nell’aprile 2010 aderiscono al partito anche i liberali di Zanone e una cinquantina di ex Verdi.

Dall’assemblea giovanile allo scioglimento

Pochi mesi dopo, a dicembre 2010, prende parte al Nuovo polo per l’Italia che unisce Futuro e Libertà, e Unione di Centro. Rutelli presenta a quel punto il cosiddetto restyling del simbolo del partito e rivela anche l’intenzione di unirsi all’ex leader dei Socialisti Democratici Italiani, Enrico Boselli. Il 2011 viene caratterizzato dalla Prima Assemblea Nazionale del movimento giovanile, con Laura Venneri che diventa la coordinatrice nazionale. La struttura di Alleanza per l’Italia prevedeva le seguenti cariche:

  • Presidente: Francesco Rutelli dal 2009;
  • Vicepresidente: Enrico Boselli dal 2010;
  • Coordinatore: Lorenzo Dellai dal 2009 al 2013;
  • Presidente del Consiglio e dell’Assemblea Nazionale: Bruno Tabacci dal 2010 al 2013;
  • Portavoce: Tabacci per il 2009 e 2010, al quale succederà poi Linda Lanzillotta fino al 2012;
  • Presidente del Gruppo Parlamentare alla Camera dei Deputati: Tabacci fino al 2011, seguito poi da Pino Pisicchio fino al 2013;
  • Presidente del Gruppo Parlamentare al Senato: Giacinto Russo fino al 2011 e poi Rutelli fino al 2013.

Nel 2012 Rutelli sostiene Tabacci alle Primarie del centro-sinistra, registrando così un leggero avvicinamento con il movimento politico. A ottobre cambiano diversi volti e nomi che componevano il partito e spetta poi a Rutelli candidarsi alle primarie, in vista delle elezioni del 2013. Poco dopo Tabacci annuncia di aver trovato l’accordo con Donadi per la formazione di una nuova lista elettorale, il Centro Democratico, che lascia perplesso Rutelli, il quale sceglie di non partecipare alle liste delle successive consultazioni.

Nel 2013, per le elezioni politiche, il movimento non partecipa direttamente, ma alcuni esponenti decidono di candidarsi con il Centro Democratico per sostenere Pier Luigi Bersani. Da lì a poco però la situazione sarebbe diventata ingestibile per il partito: nel 2016, non partecipando più alle elezioni amministrative, arriva quindi l’epilogo. Il mese di dicembre 2016 segna la fine di Alleanza per l’Italia.

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