Mercoledì, 08 Settembre 2010
ApI Interventi

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Alleanza per l'Italia: punto politico e prospettive strategiche

Il Direttivo nazionale di Alleanza per l'Italia, riunito a Roma

  • Conferma le deliberazioni e gli indirizzi politici assunti nelle Assemblee nazionali di Parma, Napoli e Roma.
  • Sottolinea la validità e la forza delle valutazioni politiche che hanno motivato la fondazione di ApI: l'accelerazione della crisi di questo bipolarismo, che sta aggravando in modo insostenibile le difficoltà economiche e sociali del paese, sbarrandone la crescita e mettendone a repentaglio la tenuta unitaria. Sul piano politico, si stanno avverando le previsioni di ApI sul PD, bloccato tra l'aspirazione ad un genuino riformismo e le continue controspinte paralizzanti; la frattura insanabile tra Berlusconi e Fini e il trasformarsi dell'annunciata "rivoluzione liberale" del centro-destra in un caos senza strategia e senza riforme; l'imporsi della Lega Nord, che prosegue come azionista-chiave dell'attuale maggioranza il suo esplicito disegno di spaccatura della nazione.
  •  Annuncia l'appuntamento nazionale di Labro, splendido borgo nel cuore dell'Italia, dove si riuniranno tra il 2 e il 5 settembre molte personalità della politica, della società, dell'economia per confrontarsi sul futuro del paese. Sabato 4 si riunirà l'Assemblea nazionale di ApI, che definirà le precise proposte di "Alleanza per il futuro della Persona, dell'economia, delle istituzioni". Sarà lanciata la campagna di adesioni al "Manifesto per il Cambiamento e il Buongoverno". Sarà definito lo Statuto, che non si intende come lo strumento organizzativo di un partito in più, ma come contributo per l'organizzazione democratica, unitaria ed autenticamente federale del nuovo grande polo che abbiamo in animo di contribuire a far nascere.
  • Esprime apprezzamento per l'iniziativa promossa nel Nord Est da esponenti dell'ApI, di realtà civiche e realtà democratiche, riformatrici e moderate dei territori per costruire nuove aggregazioni alternative alla Lega: un'iniziativa che può essere promossa anche in altre regioni del paese, nel segno di un coerente comune denominatore nazionale e di una moderna capacità di rappresentanza territoriale. Non solo nel Nord, dunque, ma nelle regioni di un Mezzogiorno che rischia una deriva di fatto, compromettendo il benessere di tutta la nazione.
  • Sottolinea il rischio mortale per l'Italia di perdere un solido ancoraggio europeo, e di essere addirittura coinvolta - anche a causa dell'irresponsabile disegno della Lega - in una rovinosa prospettiva "a due velocità". Apprezza invece la recente dichiarazione dei principali gruppi del Parlamento Europeo per un governo economico comune, non ristretto ad accordi intergovernativi, ma improntato al metodo comunitario e dunque alla riattivazione del processo dell'unione politica. Sottolinea il contestuale rischio di rinuncia ad una politica di crescita del ruolo dell'Italia, e specialmente del Mezzogiorno, nel Mediterraneo.
  • Decide di realizzare un Libro Bianco sul Federalismo in Italia che ne faccia emergere e presenti ai cittadini in modo chiaro e ben documentato i punti di verità, le potenzialità positive, le contraddizioni, i rischi e i problemi irrisolti.
  • Propone che tale iniziativa sia assunta assieme all'UDC, unica forza parlamentare che si è opposta, assieme ad ApI, da ultimo al pericoloso passaggio del cosiddetto "federalismo demaniale". In quest'occasione, rivolge una domanda pubblica agli amici dell'UDC: l'annuncio di un possibile nuovo soggetto politico verrà tradotto in una nuova tappa dell'esperienza dell'attuale UDC, o di un suo allargamento sulla base di procedure stabilite dalla stessa UDC (come già è stato negli ultimi due anni, con risultati certamente insufficienti, per la "Costituente di Centro")? Oppure in un processo democratico, partecipato, aperto, con regole stabilite in modo trasparente tra tutte le forze interessate e con un condiviso progetto innovatore, come richiederebbe la comune aspirazione a superare l'attuale, fallimentare bipolarismo?
  • Ribadisce le due priorità di ApI: quella politica, di proseguire, con linearità, il disegno strategico di un “Terzo Polo” che si candidi a diventare il primo soggetto all’indomani dell’inevitabile tracollo dell’attuale schema bipolare; quella del radicamento organizzativo, indispensabile per concorrere a questa strategia in modo credibile e concreto.
  • Ringrazia le centinaia di persone che, con qualità e generosità, in ogni parte d'Italia, hanno formato i coordinamenti provinciali di ApI. Ringrazia gli amministratori che hanno aderito al nostro movimento politico, già in mille Comuni italiani, a formare un nucleo determinante del progetto di creazione del nuovo Polo democratico, liberale, popolare, riformatore; chiede a tutti di contribuire alla raccolta delle adesioni al Manifesto, a partire dal prossimo 1 settembre.
  • Chiede ai parlamentari aderenti ad Alleanza per l'Italia di proseguire con la promozione di iniziative coerenti con la profonda gravità della situazione economico-finanziaria, che sulle attuali basi non è destinata a trovare soluzioni nel breve periodo: essa mina irreversibilmente la competitività del Paese e ruba benessere alle future generazioni.

 
Non è perciò contraddittoria con la nostra chiara collocazione all'opposizione la necessità di ricercare soluzioni largamente condivise su riforme-chiave: quella elettorale, per eliminare l'indecente premio di maggioranza; quella fiscale; quelle della giustizia basate su legalità e garanzie liberali; per la green economy; per il lavoro. Esprimiamo la nostra disponibilità a votare a favore della riforma dell'Università se saranno accolte alcune qualificanti modifiche. Intendiamo mettere alla prova, con questa politica riformatrice, anche la dichiarata volontà di settori e personalità significativi del partito di maggioranza di confrontarsi in modo costruttivo, in sede parlamentare, anche con ApI.

Gli italiani potranno infatti votare una proposta di governo alternativa alle attuali, potranno tornare a votare anziché astenersi, solo se l'asfissiante morsa degli inconcludenti spalti contrapposti sarà sconfitta da una capacità politica che abbia cifra etica e respiro progettuale all'altezza delle sfide davanti a noi.
 

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