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Le verità (non proprio nascoste) della campagna elettorale
Alleanza per l’Italia è un movimento politico all’opposizione. Vuole concorrere a costruire un’alternativa nell’arco dei prossimi anni, basata su un’analisi della politica italiana che è stata completamente confermata dai risultati delle ultime elezioni, e su una proposta politica che esce rafforzata. Queste sono le ragioni principali che vogliamo far emergere.
1. L’attuale bipolarismo non governa i problemi posti da una crisi che si aggrava, non crea le soluzioni necessarie per l’interesse generale del paese. Non è affatto un bipolarismo che compete per la conquista del centro, come in tutte le democrazie mature, ma è totalmente condizionato dalle estreme (Lega a destra, giustizialismo a sinistra). In questo schema, vince fatalmente la destra nel breve periodo, ma nel medio-lungo periodo si spacca il Paese.
2. Il PD (vedi tabella con l’impressionante perdita di voti assoluti di elezione in elezione) non ce la fa. Lungi dall’esercitare una “vocazione maggioritaria” nel campo riformista, è costretto ad esercitare un equilibrismo di linguaggi ed alleanze che lo riporta rapidamente ai consensi dell’ex-PdS.
3. Già oggi esiste una potenzialità significativa per un “terzo polo“ che si candidi a diventare nei prossimi anni primo polo del Paese. Solo sommando i voti conseguiti nelle quattro regioni in cui ApI era presente a quelli dell’UDC – pur schierata in due regioni a destra, e in due a sinistra – si vede che il consenso sale a due cifre. E il dato è più significativo in alcune città capoluogo. Soprattutto, l’astensione di massa indica un’insoddisfazione profonda che una nuova offerta politica ha il compito di intercettare.
4. L’intuizione da cui nasce ApI è scomoda, ma assolutamente promettente. Basta confrontare i sondaggi con i risultati, ricordare che la partecipazione in 4 regioni è stata un test coraggioso: senza soldi, senza presenze nei TG, con pochissime settimane di presenza nel territorio. Ora ApI parteciperà in molte realtà alle prossime elezioni amministrative in Sicilia e Sardegna. Abbiamo convocato per il 23 e 24 aprile a Roma l’Assemblea Nazionale, in cui sarà definito lo Statuto del movimento, rilanciata la proposta politica con coraggiose iniziative per il prossimo triennio, registrate le adesioni di eletti in ogni parte d’Italia, organizzata una “squadra” di nuove personalità politiche che formeranno l’ossatura della prossima stagione di aggregazione, radicamento nel territorio e partecipazione civile.
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